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SINDROME GASTROENTERICA (e/o Resinoide)


Sindrome Gastroenterica e/o Resinoide:
Si tratta di intossicazioni di solito passeggere e a conclusione benigna, la cui gravità varia dai banali fatti lassativi a situazioni ben più virulente e gravi; responsabili sono una lunga serie di funghi dichiarati:   "Tossici".
Intossicazioni analoghe si sono riscontrate anche in seguito al consumo di specie normalmente dichiarate "commestibili": in particolare, Clitocybe Nebularis, Armillaria Mellea s.l., Macrolepiota del gruppo Rhacodes  , Leucoagaricus Leucothites (Lepiota Naucina)  e persino i Boletus del gruppo dell’Edulis. Mentre per le prime è ormai accertata almeno una tossicità di tipo termolabile, per L. Leucothites pare si possa asserire che il fungo, abitudinario di parchi e giardini anche urbani, sia veicolo di una tossicità indotta e assorbita da terreni inquinati. Sconcertano, ma occorre prenderne atto, le problematiche insorte relativamente al consumo dei Porcini.


Specie Responsabili o Sospette:
Entoloma Sinuatum, Entoloma Lividum, Vernum, Niphoides, Rhodopolium, Nidorosum, Tricholoma Pardinum,Tricoloma Tigrinum, Tricoloma Josserandii, Tricoloma Groanense, Tricoloma Sulphureum, Omphalotus Olearius, Macrolepiota Venenata, Boletus Satanas, Hypholoma Fasciculare, Hypholoma Sublateritium, Hebeloma Sinapizans, Hebeloma Crustuliniforme, Agaricus Romagnesii, Agaricus Xanthodermus, Russula, Lactarius Acri, Ramaria Pallida, Ramaria Formosa, Scleroderma, Choiromyces, Sarcosphaera Crassa.


Principali Sintomi:
Data la quantità di specie responsabili, la sintomatologia può variare notevolmente: da semplice dissenteria a coinvolgimento di tutto l’apparato gastrointestinale con nausea, vomito, cefalea, vertigini, sudorazione, dolori epigastrici, etc. Per quanto concerne le intossicazioni da A. Mellea s.l. e da C. Nebularis la sintomatologia prevede prevalentemente: vomito, diarrea, dolori e crampi addominali a volte con frequenza e intensità tali da simulare una sindrome falloidea che impone un trattamento aggressivo in attesa e/o in mancanza di riconoscimento micologico.


Latenza:
Talvolta già alla fine del pasto, di norma entro 6-8 ore, ma per A. Mellea s.l. e C. Nebularis, la latenza può raggiungere le 10-12 ore.
La determinazione del fungo e la sua commestibilità vanno affidati a micologi certificati, nei centri di controllo degli enti sanitari (ASL). Informazioni errate o incomplete potrebbero recare danno con intossicazioni o avvelenamenti addirittura mortali.
Non azzardare il consumo di funghi, potresti mettere a repentaglio la salute e persino la vita tua e dei tuoi commensali.
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