CAPPELLO fino a 50 (100) mm, da emisferico o un po' conico a convesso o appianato, con umbone, con margine da involuto a disteso; spesso striato o fessurato, che reca spesso resti di velo pendenti; superficie liscia; opaca, un po' micacea, di colore ocra, ocra pallido; dattero; igrofano; più scuro a tempo umido, a tempo secco anche biancastro con il centro ocraceo, talora con minuti resti di velo sparsi qua e là sul cappello.
LAMELLE adnate al gambo, fitte, da bianche a grigio pallido, poi lilla porpora e infine bruno tabacco scuro, con tagliente più chiaro.
GAMBO fino a 5 mm di diametro, cavo, slanciato, cilindrico, talora un po' incurvato o flessuoso, più lungo del diametro del cappello nel corso dello sviluppo, spesso appena ingrossato verso la base; superficie liscia, bianca; un po' striata nella parte alta per l'impronta delle lamelle.
CARNE di colore bianco; molto fragile; sottile nel cappello; fibrosa nel gambo. Odore e sapore insignificanti.
MICROSCOPIA spore ellissoidali; bruno rossastre al MS, 7-8,5 x 4-5 µm; basidi tetrasporici. Sporata bruno¬porpora scuro.
HABITAT solitamente a gruppi numerosi, talora cespitosa, nei sentieri, nei giardini, sul greto dei torrenti; su ceppaie o apparentemente terricola su residui legnosi interrati; ubiquitaria.
NOTE - E specie commestibile, anche se poco ricercata a causa dell'esiguità della came. Si tratta di una delle Psathyrella più comuni e più appariscenti; per le dimensioni di un certo rilievo. Molte altre Psathyrella le possono assomigliare: aiuta a riconoscerla il colore chiaro del cappello, che non raggiunge mai toni bruni nemmeno a tempo umido, e l'assenza di anello. P. spintrigera è molto simile ma ha cappello più scuro ed è dotata di anello.
CAPPELLO 40-100 mm, inizialmente campanulato; poi convesso, infine appianato, con largo umbone ottuso, il margine appendicolato in gioventù da resti fugaci del velo, di colore bruno ruggine, più o meno giallastro o rossiccio, la superficie ornata radialmente da fibrille squamulose, più grossolane verso il bordo.
LAMELLE più o meno largamente adnate, un po' smarginate, sinuose, piuttosto fitte, inizialmente crema giallastro, grigio-brunasue; presto nerastre; con il filo bianco, fimbriato, lacrimanti guttule macchiate di nero.
GAMB0 50-100 x 5-10 mm, cilindrico o un po' attenuato alla base, cavo, la superficie, fibrilloso-fioccosa; screziata dai resti del ti-elo; bruno ruggine su fondo giallastro pallido; l'apice coperto da una pruina bianca, con una zona anulare fugace disegnata dalle spore.
CARNE acquosa, più o meno spessa, giallastro sporco; con odore debole e sapore sgradevole astringente.
MICROSCOPIA spore da amigdaliformi a largamente ellissoidali, con un grosso poro germinativo, 8,0-11,0 x 5,5-6,5 µm, grossolanamente verrucose. Basidi clavati, teuasporici; fibbiati. Epicute costituita da un palissadoderma; ife fibbiate. Pleurocistidi assenti. Cheilocistidi e caulocistidi cilindrici.
HABITAT isolata, gregaria o fascicolata, al bordo dei sentieri, ma anche su legno e radici in decomposizione.
NOTE - E forse più conosciuta col nome di Lacrymaria velutina. Alcuni sistematici distiguono da Psathyrella, un genere Lacrymaria (qui considerato quale sottogenere) separato sulla base della presenza di spore verrucose anziché lisce, della struttura a palizzata della pileipellis, ma soprattutto per il fatto che il velo generale, molto sviluppato, ricopre interamente il cappello con uno strato innato.
CAPPELLO 20-70 mm, campanulato; presto conico-convesso, poi piano-convesso, talvolta vagamente umbonato. bruno più o meno scuro; più chiaro verso il margine; poi perlopiù bruno-grigiastro, igrofano, con tempo asciutto bruno-erieiastro molto chiaro, biancastro. alutaceo, orlo striato. Velo che forma numerose fibrille bianche, specialmente attorno al margine del cappello e nella parte inferiore del gambo.
LAMELLE adnate, abbastanza fitte, da leggermente a nettamente centricose; grigio-brunastre; poi color cioccolato chiaro, con il filo bianco funbriato.
GAMBO 40-90 x 3-8 mm, di solito gradualmente ispessito verso la base, ma spesso cilindraceo; bianco, nella metà inferiore bianco sporco o isabellino, cavo, con la superficie finemente striata longitudinalmente; all'apice pruinoso e solcato-striato, alla base irto di peli bianchi.
CARNE nel cappello bruna; nel gambo bianca, ma bruno chiaro verso la base, specialmente lungo la cavità: con odore e sapore non significativi.
MICROSCOPIA spore ellissoidali, appiattite adassialmente; più o meno faseoliformi, 8,0-8,8 x-4;6-5;1 µm; con netto poro germinativo; bruno-arancione al MS: pleurocistidi utrìformi o largamente fusoidi con apice molto ottuso; cheilocistìdi simili ai pleurocistidi; pileipellis consistente di uno strato costituito da 2-4 file di cellule da globose a subglobose. Sporata bruno-nerastra.
HABITAT cresce isolata o gregaria; in gruppi anche numerosi, nelle radure erbose dei boschi di latifoglie e di conifere, al bordo dei sentieri. dall'estate all'autunno: relativamente comune.
NOTE - P. spadiceogrisea si fa riconoscere per i carpofori piuttosto grandi e carnosi, per il cappello igrofano, su tom bruni intensi con tempo umido, e per il velo rudimentale e fugace.
PSATHYRELLA