CAPPELLO fino a 120 mm di diametro, dapprima subgloboso, poi convesso, pi¨ o meno umbonato; superficie di colore ocraceo-bruno-grigiastro, a maturitÓ dotata di squame irte; marrone-brunastro; di forma conica o piramidale; disposte pi¨ o meno concentricamente e facilmente asportabili. Margine eccedente.
LAMELLE libere, fitte, forcate in prossimitÓ del margine del cappello; sinuose, inizialmente bianche; poi crema.
GAMBO alto fino a 120 mm e con diametro fino a 15 mm; pi¨ o meno slanciato, cilindraceo, con base leggermente bulbosa, bianco o biancastro sopra l'anello, ocraceo sporco e spesso con squame simili a quelle della cuticola; in basso. Anello membranoso, ampio, biancastro; talora decorato da fiocchi bruni.
CARNE un po' fibrosa, bianca o biancastra nel cappello e all'interno del gambo, ocra-crema nella zona corticale di quest'ultimo, con deciso odore di gomma.
MICROSCOPIA spore strettamente ellissoidali o subcilindriche, spesso con l'estremitÓ opposta all'apicolo attenuata, 8-14 x 3-5 Ám, guttulate, lisce, ialine, cheilocistidi a forma di palloncino.
HABITAT singola o a piccoli gruppi, in giardini; parchi o boschi misti, in estate e in autunno; piuttosto diffusa.
NOTE - La specie pi¨ prossima, per habitat, aspetto e colori, Ŕ senza dubbio C. echinacea; pi¨ piccola, dotata di aculei appuntiti, scuri e piuttosto radi; anche quest'ultima ha odore di gomma e presenta spore della medesima forma; ma notevolmente pi¨ piccole (4-6 x 2,5-3,5 Ám). C. hystrix ha un portamento simile, ma anch'essa ha dimensioni ridotte; la sua cuticola Ŕ dissociata in evidenti squame appuntite e scure; che sono presenti anche sulla superficie del gambo; al di sotto dell'anello e sull'anello stesso; vive nei boschi misti e produce spore della stessa forma, ma di 6-7,5 x 2,5-3,5 Ám.
CAPPELLO 40-80 mm, conico, conico-convesso, con largo umbone e margine involuto, ricoperto da squame fitte, coniche, bruno-rossicce. il fondo subconcolore.
LAMELLE libere, piuttosto fitte, panciute, biancastre o crema, con il filo finemente denticolato.
GAMBO 30-70 x 5-10 mm, cilindraceo, attenuato all'apice, con base bulbosa concolore al cappello; con una cortina che disegna una sorta di anello, al di sotto del quale è fibrillo-lanoso, soprattutto alla base. CARNE biancastra o crema, con odore di Lepiota cristata.
MICROSCOPIA spore da ellissoidali allungate a subcilindracee, 5,2-6,9 x 2.6-3.7 µm; destrinoidi in Melzer; cheilocistidi da claviformi a subcilindracei, con apice subcapitulato per la presenza di una modesta strozzatura nel terzo superiore. Rivestimento pileico costituito da tre strutture talvolta coesistenti: la parte inferiore è costituita da una fitta trama di ife cilindracee, settate e con giunti a fibbia di modeste dimensioni diametrali. Le strutture mediana e superiore sono costituite da una sequenza di elementi cilindracei di maggiori dimensioni diametrali e da una catena di cellule subglobose moderatamente allungate. Giunti a fibbia abbondanti in tutto il carpoforo.
HABITAT solitaria o gregaria, in gruppi poco numerosi, in boschi di latifoglie e in boschi misti, in estate-autunno; abbastanza rara.
NOTE - C. hystrix possiede; macroscopicamente, lo stesso habitus ma differisce da C. perplexa per la presenza di guttule nerastre e per il filo delle lamelle che; almeno negli esemplari tipici, è bordato di bruno nerastro. Il complesso "Lepiota acutisquamosa" comprende più entità (C. acutisquamosaC aspera e C. friesii) tutte caratterizzate da spore di dimensioni maggiori (9,0-11,0 µm) di quelle della specie qui descritta.
CAPPELLO 25-55 mm, da leggermente conico a convesso, poi disteso, piano, di rado appena depresso, margine un po' decorato e frastagliato, leggermente eccedente, superficie cuticolare unita e feltrata negli esemplari molto giovani, ma presto dissociata a partire dal margine in squame concentriche color bruno-porpora su sfondo bianco-carnicino, al centro persiste generalmente un disco unito un po' granuloso, bruno scuro, bruno-porpora-rossiccio.
LAMELLE libere, piuttosto fitte, con molte lamellule, sottili, ventricose, bianche, tendenti a divenire color crema.
GAMBO 30-55 x 4-10 mm, cilindrico, pieno poi fistoloso, spesso un po' ingrossato alla base, dotato di anello caduco, appena accennato, a guisa di collarino brunastro spesso incompleto, collocato nel terzo superiore del gambo, corteccia bianca sopra l'anello, un po' rosata al di sotto, granulosa per rade decorazioni scure, nerastre, quasi scagliose, molto evidenti.
CARNE bianca con tendenza ad assumere un color vinaccia al taglio soprattutto in prossimità della corteccia del gambo e nella zona adiacente alle lamelle. sapore dolciastro e odore quasi fruttato-acidulo.
MICROSCOPIA spore ellissoidali, lisce, ialine al MS, di dimensioni 8,5-10,5 x 4-5 µm, bianche in massa.
HABITAT a gruppi tra 1'erba, al margine dei boschi, spesso in terreno smosso, abbastanza comune, dall'estate all'autunno.
NOTE - E una specie che appartiene ad un gruppo di non facile determinazione. Si può confondere con varie piccole Lepiota, come L. helveola, simile ma un po' più carnosa con colorazioni pileiche più rosa-vinoso ed un anello più definito e persistente, L. pseudohelveola presenta pure un anello relativamente persistente, obliquo, e manca delle grossolane decorazioni nerastre del gambo di L. brunneoincarnata. In ogni caso la determinazione per via macroscopica deve essere confermata dall'analisi dei caratteri microscopici. Tutte queste specie sono da considerare velenose.
CAPPELLO 20-40 mm, conico-campanulato, poi convesso e appianato, a volte depresso con umbone più o meno pronunciato, di colore bruno-fulvo o castano-rossastro, inizialmente sericeo, poi dissociato in piccole squamule fibrillose, più rade all'orlo.
LAMELLE mediamente fitte, ventricose, bianche, poi crema si macchiano di bruno-fulvo specialmente sul filo di esemplari attempati.
GAMBO 40-60 x 2-4 mm cilindraceo, più o meno slanciato, dilatato-bulbilloso alla base, biancastro all'apice, delimitato da una zona anulare presto evanescente, coperto da squamette e granulazioni concolori al cappello più o meno fitte nella zona mediano-basale.
CARNE biancastra. leggermente imbrunente verso la base del gambo, con odore non distintivo o debole, come di L. cristata.
MICROSCOPIA spore speronate, 8,5-11,4 x 3,4-4,6 µm, ialine al MS, destrinoidi in Melzer, cheilocistidi sublageniformi, fusiformi o clavati, pileipellis con struttura di trichoderma costituito da uno strato di ife cilindracee erette e da un sottostrato di elementi clavati più brevi. Sporata bianca.
HABITAT frequente, tra residui vegetali in boschi di latifoglie, più raramente, in quelli di conifere. Gregaria, dall'estate all'autunno inoltrato.
NOTE - I colori bruno-fulvi o castano-rossastri. le lamelle che si maculano di fulvastro inducono subito all'inquadramento sistematico nel gruppo castanea. Tuttavia la certezza della determinazione non può prescindere da un esame dei caratteri microscopici. Caratteristico di questa specie, è l'abbondante inglobamento di residui vegetali dovuto alla cospicua presenza di ife miceliari alla base. Morfocromaticamente pressoché identica è L. ignicolor, dai colori un po' più vivi, verso l'arancio, e con odore di legno di cedro.
CAPPELLO 40-80 mm, inizialmente emisferico, presto conico-ottuso, campanulato, infine disteso con largo umbone ottuso, margine appendicolato-fioccoso, poi anche fessurato, superficie pileica inizialmente unita e feltrata, che si dilacera in squamule o in fiocchi e fibrille radiali verso il margine, di colore bruno-ocra, ocra-arancio, fulvo-rossastro, sovrastante la carne sottostante di colore bianco-crema, ben visibile a partire dal margine tra le dilacerazioni.
LAMELLE libere, poco fitte, larghe, bianche o bianco crema più grigiastre a tempo umido, margine minutamente frastaeliato e fioccoso.
GAMB0 50-80 x 6-10 mm, presto cavo e fragile, cilindrico o regolarmente allargato verso il basso, superficie liscia alla sommità, biancastra poi ocracea, ingiallente-imbrunente, decorata da lanugini e fibrille sericee biancastre, con base inguainata da fiocchi ovattati, tendente ad ingiallire o imbrunire al tocco, specialmente alla base.
CARNE bianca, tenera nel cappello e fibrosa nel gambo, odore abbastanza forte, non gradevole, un po' acidulo, evocante quello degli Scleroderma, sapore dolciastro.
MICROSCOPIA spore fusiformi, di dimensioni 11,5-15,5 x 5,2-6,5 um, in massa bianche.
HABITAT in boschi di latifoglie e aghifoglie, generalmente tra il fogliame, piuttosto comune, dall'estate all'autunno.
NOTE - Molto simile alla Lepiota ventriosospora, che ha caratteri generalmente sovrapponibili ma con il gambo che porta squame e fioccosità di colore più giallo-aranciato, L. ventriosospora presenta altresì spore più allungate e con una accentuata depressione ilare. L. ignivolvata presenta alla base del gambo un arrossamento marcato con una specie di cercine che assomiglia ad una volca, ed è dotata di un gambo liscio.
CAPPELLO 20-40 (50) mm, campanulato-conico poi più aperto, espanso e disteso con umbone centrale ottuso marcato, superficie liscia, finemente feltrata presto dissociata in squame irregolari a partire dal margine, di colore bruno scuro, bruno rossiccio, la dissociazione risparmia il centro del cappello, che rimane unito, più scuro, da bruno rossiccio a bruno quasi nero, al di sotto delle squame dissociate risulta evidente il colore di fondo biancastro della carne sottostante.
LAMELLE libere al gambo, fitte, centricose, bianche, un po' ingiallenti, con tagliente fioccoso.
GAMBO 50-60 x 2-4 mm, cilindrico, presto fistoloso e poi cavo, liscio, anello relativamente ampio ed ecidente, membranaceo, ma molto fugace, superficie del gambo liscia, di colore bianco con riflessi di colore rosato o violetto.
CARNE bianca nel cappello, leggermente rossastra nel gambo; odore che ricorda quello degli Scleroderma; sapore non rilevante.
MICROSCOPIA spore tronche-triangolari con apicolo laterale, di dimensioni 6-7,5 x 3-3,5 µm, in massa bianche.
HABITAT a gruppi numerosi al margine dei boschi in terreni nudi e pratici, molto comune, dall'estate all' autunno.
NOTE - E specie tossica che causa avvelenamenti anche seri, di tipo parafalloideo, a lunga incubazione. Forse la più comune tra le piccole Lepiota, si può confondere con molte altre Lepiota di piccola taglia, in particolare con L. felina che presenta un anello più piccolo ma più persistente di quello di L. cristata, bruno scuro nella parte inferiore, ed un gambo che al di sotto dell'anello è ricoperto di rade squamule nerastre, ha inoltre spore ovoidali. Si tratta in ogni caso di specie molto velenose o sospette.
CAPPELLO 50-65 mm, consistente, convesso e subumbonato, di colore bruno nella zona discale, ma tendente a divenire crema-bruno o rosa-carnicino verso la periferia, il margine è bianco sporco, cuticola liscia al disco, solamente al margine dissociata in lembi disposti in modo regolare.
LAMELLE libere, fitte, da bianche a bianco-crema con leggere sfumature rosate, filo regolare.
GAMBO 40-65 x 7-15 mm, consistente, attenuato verso il basso, quasi radicante. E presente una piccola zona ricoperta di fiocchi, segno di un anello presto obliterato.
CARNE bianca, ma rosato-vinosa nella parte inferiore del gambo, odore subnullo.
MICROSCOPIA spore ellissoidali, 8,4-9,6 x 4,6-5,6 µm, cheilocistidi numerosi e di varia morfologia, rivestimento pileico costituito da peli flosci e flessuosi, a contorno irregolare, non è stata osservata una struttura di base di tipo subimeniforme.
HABITAT specie ruderale e termofila, che predilige il terreno sabbioso a livello del mare, piuttosto rara.
NOTE - L. helveola costituisce un caso micologico che ha fatto discutere e molto probabilmente continuerà a essere oggetto di attenzione. Microscopicamente è caratterizzata da spore ellissoidali (sezione Ovisporae), da peli cuticolari senza sottostrato imeniforme (sottosezione Helveolinae). Macroscopicamente è una specie con portamento robusto.
CAPPELLO 25-65 mm, all'esordio brevemente convesso, poi convesso-pulvinato, solo in vetustà talora disteso, orlo a lungo incurvato, sottile, sinuoso-lobato negli esemplari adulti, glabro, vischioso e brillante con l'umidità, opaco e rugoloso per l'asciutto, di colore avorio, biancastro-crema, sfumato di ocraceo, qua e là maculato di fulvo rugginoso per le guttule essiccate. Cuticola eccedente.
LAMELLE da sublibere a libere, piuttosto fitte, il filo abbastanza regolare, finemente fioccoso, biancastre. lacrimanti gocciole sierose prima incolori, poi color ambra.
GAMBO 30-50 x 8-12 mm, cilindraceo, calzato nei 3/4 inferiori dove appare granuloso-fioccoso e ricoperto da gocciole color ambra, glabro e bianco al di sopra della zona subanulare. Omogeneo con il cappello.
CARNE tenera nel cappello, più fibrosa nel gambo, biancastra o pallidamente rosata, di sapore mite e di odore molto complesso, con componenti di legno di cedro e di caucciù.
MICROSCOPIA spore ellissoidali, 4,5-5,2 x 2,2-2,7 µm, lisce, a parete piuttosto spessa, cheilocistidi e pleurocistidi centricosi, talora subcapitulati. Sporata crema.
HABITAT in autunno anche inoltrato, nelle radure erbose dei boschi di latifoglie, ai margini di sentieri, sembra preferire i climi temperati, poco comune.
NOTE - Si tratta di una specie facilmente determinabile anche macroscopicamente per la presenza di gocciole, dapprima limpide, che assumono la caratteristica colorazione ambrata. Contesa fra due generi; Chamaemyces e Lepiotella, sembra dovere essere inclusa in quest'ultimo, nonostante la priorità del primo, perché Chamaemyces pare essere sinonimo di Oudemansiella. Esiste una varietà dalle abitudini termofile e dai colori più decisi, sul bruno-rossiccio, la var. pseudocastanea Bon & Boiffard.
CAPPELLO 50-200 (250) mm, inizialmente emisferico, poi convesso, infine quasi piatto, con umbone largo, più o meno accentuato, cuticola ricoperta da squame fibrilloso-lanose, irregolari, più o meno larghe, molto fitte, sovrapposte, di un colore brunastro su fondo bianco, calotta centrale intera, di colore brunastro più scuro, margine debordante. con i resti di velo lacerato.
LAMELLE libere, arrotondato-distanti, fitte, larghe, bianche, poi bruno-rosate pallide con 1'età e alla manipolazione, filo intero, concolore.
GAMBO 100-200 x 15-25 mm, cilindraceo, non molto slanciato, attenuato verso l'alto, ingrossato alla base in un bulbo submarginato o decisamente arrotondato, superficie liscia, pruinosa o feltrata, biancastra, alla manipolazione vira al bruno-rossastro. Anello semplice, bianco, mobile.
CARNE abbastanza spessa, bianca, con viraggio fugace (talvolta solo nella zona marginale) al rosso o vinoso. al taglio o alla manipolazione, infine bruno-ocraceo sporco, odore e sapore non particolari.
MICROSCOPIA spore ovoidali, 10-12 x 7-8 µm, lisce, ialine al MS, destrinoidi, metacromatiche, a parete spessa, con poro germinativo, cheilocistidi clavati, cuticola con struttura di imeniderma. Giunti a fibbia assenti in tutto il carpoforo. Sporata biancastra.
HABITAT cresce spesso cespitosa o a gruppi in luoghi erbosi, ruderali, estate-autunno.
NOTE - E una specie tossica e provoca disturbi gastrici più o meno violenti. Viene facilmente scambiata e raccolta con altre ricercate Macrolepiota.
CAPPELLO 70-130 (150) mm, inizialmente tronco-conico, poi convesso e infine appianato, sempre con largo umbone, superficie unita vellutata, presto grossolanamente squamata in areole concentriche a partire dal margine, generalmente con disco che rimane unito, inizialmente crema, poi via via iscurente al bruno rossastro scuro, su fondo biancastro, evidente tra le screpolature, che emerge completamente al margine quando il cappello è aperto, margine a lungo incurvato verso il basso, infine disteso, acuto.
LAMELLE libere al gambo, piuttosto fitte, ventricose, molto sviluppate in altezza, a margine dentellato, di colore bianco, poi giallastre, si macchiano di giallo e poi di bruno rossastro al tocco.
GAMBO 70-150 x 15-30 mm, cilindrico, attenuato verso l'alto, clavato o con accenno di bulbo allungato alla base, sovente incurvato, a fine sviluppo cavo, superficie liscia o con fini fibrille disposte longitudinalmente, di colore bianco latte, fortemente ingiallente al tocco, poi rosso-bruna, infine bruno-nerastra, con anello membranoso collocato nella parte alta, da biancastro a rosso brunastro.
CARNE biancastra, tenera nel cappello, un po' fibrosa nel gambo, di colore bianco latte, ingiallente al taglio, poi arancio ed infine rosso vinoso, odore gradevole, sapore un po' acidulo.
MICROSCOPIA spore ellissoidali, ialine, destrinoidi e metacromatiche, di dimensioni 9-12 x 6,5-7,5 µm. Sporata crema.
HABITAT piuttosto raro, su residui legnosi o segatura, a gruppi di numerosi individui spesso a gambi fascicolati.
NOTE - E confondibile con alcune Macrolepiota (M. rhacodes) che non presentano però mai la carne ingiallente ed hanno ambiente di crescita diverso. L. badhamii, simile, tende ad imbrunire direttamente senza ingiallire, è specie ruderale ed ha inoltre spore più piccole, senza poro germinativo evidente.
CAPPELLO 40-100 mm, carnoso, da emisferico-campanulato a tronco-conico-convesso, fino ad appianato, con largo umbone ottuso, margine un po' debordante, appendicolato da resti di velo biancastri, superficie liscia o leggermente granulosa talora appena squamettata al margine, di colore bianco latte, bianco sporco, con tonalità crema-brunastre o nocciola-grigio a partire dal centro del cappello.
LAMELLE libere al gambo con collarium, fitte, con lamellule, larghe e ventricose, di colore dapprima bianco latte, poi rosa carnicino, fino a rosa intenso con la maturazione delle spore.
GAMBO 50-80 x 10-20 mm, cilindrico, sovente incurvato o flessuoso, ingrossato verso la base bulbosa, dotato di anello membranoso che può diventare mobile, superficie liscia nella parte alta, un po' fibrillosa verso il basso, con colore del fondo da bianco a appena crema, da pieno a farcito e infine cavo.
CARNE soda e poi tenera, fibrosa nel gambo, di colore bianco, immutabile, odore fungino gradevole e sapore dolce.
MICROSCOPIA spore ellissoidali con poro germinativo, lisce e ialine al MS, 8-9,5 x 5-6,5 µm.
HABITAT è una specie gregaria, molto comune nei coltici, parchi, orti, vigne, prati erbosi, specialmente in autunno e tardo autunno.
NOTE - È facilmente riconoscibile per il colore rosato delle lamelle, il gambo bulboso ed il piccolo anello persistente. L. holosericeus è molto simile ma ha la carne ingiallente, L. carneifolius pure simile presenta una cappello grigio brunastro. Si tratta, forse, di null'altro che aspetti cromatici di una stessa entità. L. leucothites si può anche confondere con alcuni Agariaus a cappello bianco, che però hanno lamelle rosa in una fase intermedia dello sviluppo ma di colore bruno tabacco a maturazione. Molta attenzione si deve prestare a non confondere L. leucothites con le mortali Amanita bianche, come A. virosa e A. verna, che però hanno una volva alla base del gambo e le lamelle bianche anche a maturazione.
CAPPELLO 40-120 mm, inizialmente subsferico, ovoidale, poi emisferico-campanulato, infine appianato, con umbone ottuso, già evidente nei giovani esemplari, cuticola feltrata, tipicamente lacerata a forma di stella, ornata da grandi squame radiali, di un colore bruno-rosso, bruno-grigiastro, più scuro al centro, su fondo crema pallido, facilmente staccabili dalla superficie.
LAMELLE libere, fitte, larghe e panciute, inizialmente bianche, poi crema, sovente con sfumature ocracee o rossastre.
GAMBO 70-150 x 5-15 mm, cilindraceo, slanciato, attenuato verso l'alto e progressivamente ingrossato in una base bulbosa, fistoloso-farato, poi cavo verso la base, superficie liscia e di colore biancastro-crema pallido sopra l'anello, altrove finemente screziata da bande bruno-rossastre, brunastre chiare, che lasciano intravedere il fondo crema pallido. Anello semplice, membranoso, grande, biancastro, con orlo grigio-bruno, mobile.
CARNE bianca, non virante o talvolta solo leggermente arrossante, con odore gradevole, fungino, e sapore gradevole, che ricorda quello delle noci.
MICROSCOPIA spore ellissoidali-ovoidali, 12-16,5 x 7,5-9 µm, lisce, ialine al MS, destrinoidi, metacromatiche, a parete spessa, con poro germinativo, cheilocistidi clavati o subfusiformi, cuticola con struttura di trichoderma. Sporata biancastra.
HABITAT isolata o gregaria, al margine dei boschi di latifoglie o misti, dalla tarda primavera all'autunno.
NOTE - M. konradii è caratterizzata dal tipo particolare della desquamazione pileica, vagamente a forma di stella, molto evidente per il contrasto di colore che determina. In M. excoriata la desquamazione è meno pronunciata e il gambo è solo pruinoso-feltrato.
CAPPELLO 100-250 mm, inizialmente sferico, ovoidale, poi emisferico-campanulato, infine appianato, con grosso umbone ottuso, la cuticola ornata da squame pileiche concentriche, di colore nocciola ocraceo, talvolta più o meno brunastro o rossastro, su fondo chiaro, il margine eccedente, frangiato.
LAMELLE libere, fitte, bianche, poi ocra.
GAMBO fino a 200-350 (500) x 10-20 mm, slanciato, cilindrico, con la base dilatata in un bulbo evidente, farcito, poi cavo, screziato da bande brunastre distanziate che lasciano intravedere la carne crema sottostante, subliscio al di sopra dell'anello. Anello doppio, mobile, biancastro all'esterno, con la pagina inferiore brunastra.
CARNE bianca, immutabile, con odore gradevole, fungino, e sapore di nocciola.
MICROSCOPIA spore ellissoidali, lisce, ialine, con poro germinativo, 12,5-17,8 x 8,5-11 µm. Basidi clavati, tetrasporici. Pleurocistidi assenti. Cheilocistidi clavati. Epicute formata da un tricoderma Pigmento parietale dominante. Giunti a fibbia rari.
HABITAT isolata o gregaria nei boschi di latifoglie e di conifere o nei prati, molto diffusa e comune, dall'estate a tutto l'autunno.
NOTE - E la "mazza di tamburo" per antonomasia, commestibile ricercatissimo, di buona qualità. Non ci sono problemi di determinazione. Basta osservarne la grande taglia e la silhouette, che giustificano il nome tedesco di "parasol" , il gambo tigrato e il caratteristico anello doppio, mobile.
CAPPELLO 80-150 mm, inizialmente campanulato, poi convesso, infine appianato, la cuticola escoriata fino al disco in squame larghe, grossolane, fitte, sovrapposte, di colore brunastro più o meno chiaro, con una calotta centrale tipicamente piuttosto stretta di colore bruno rossastro.
LAMELLE libere, biancastre, crema, poi sporche di rosa, arrossanti allo sfregamento, con il filo fioccoso.
GAMBO 100-160 x 10-15 mm, tozzo, cilindrico, progressivamente dilatato in una base bulbosa submarginata, cavo, liscio, bianco, col tempo o allo sfregamento gradualmente bruno-rossastro. Anello membranoso, robusto, biancastro, mobile.
CARNE bianca, virante, al taglio, all'arancione vivo e poi al rosso-vinoso, con odore di patata cruda e sapore dolce, di nocciola.
MICROSCOPIA ellissoidali od ovoidali, lisce, ialine, con poro germinativo, 8,8-11,2 x 6,8-8,0 µm. Basidi clavati, tetrasporici. Pleurocistidi assenti. Cheilocistidi clavati o piriformi. Epicute formata da un tricoderma di ife più o meno erette. Pigmento membranario bruno. Giunti a fibbia presenti.
HABITAT isolato o gregario, nei parchi, nei giardini, anche nei boschi, soprattutto di conifere miste. Da fine estate all'autunno, ricorrente.
NOTE - M. rhacodes è caratterizzata dal tipo particolare della desquamazione pileica, che produce squame embricate, concolori al fondo, ma soprattutto per la carne arrossante. La sua var. bohemica differisce per avere le squame di colore diverso da quello del fondo e per l'habitat fuori dai boschi. M. venenata, seriamente tossica, differirebbe per la disposizione radiale delle squame pileiche e per l'assenza totale di giunti a fibbia, carattere questo difficilissimo da verificare. Perciò, nel dubbio, sarebbe meglio evitare di consumare tutte le Macrolepiota con carne arrossante.
LEPIOTA